Avevamo sospeso ovviamente tutte le terapie aspettando che il mondo tornasse alla normalità.
Quando è arrivata la pandemia Gabry aveva 4 anni ne ha compiuti 5 chiuso in casa, e dovevo decidere se inserirlo alle elementari o se proseguire un altro anno con l’asilo, momento difficile, ancor di più in una simile situazione.
Decido di fare un giro per le scuole private in ogni caso il bambino non avrebbe avuto l’insegnante di sostegno visto la mancanza di una diagnosi, così mi vado ad informare in una scuola che da voci di corridoio era molto attenta alle diversità, ed anche qui faccio il nome perché per me è un eccellenza che merita di essere conosciuta, il suo nome è ibi.
Mi accoglie la direttrice gentilissima, io espongo la nostra situazione e tutto il percorso scolastico che ci ha portati lì, le dico che io sarei più per fare un altro anno di asilo, ma lei ci consiglia di inserirlo alle elementari, mi dice che mio figlio è un gigantone, e che in una classe di piccolini non aiuteremo la sua socialità, e dice “meglio recuperare un gap scolastico che uno sociale che si porterebbe per tutta la sua vita scolastica” in fondo il bambino è nato ad aprile, sarebbe regolare non andrebbe in primina, io le dico che ero preoccupata perché il bambino non impugnava neanche la matita, e lei mi spiega come funzionava la sua fantastica scuola.
